Comitato Esecutivo Cisl Sarda: “Più confronto Giunta-Sindacati”

Cagliari, 27 giugno 2015

“L’apporto delle rappresentanze sindacali è prezioso e necessario perché i processi economici e sociali si traducano in risultati positivi e duraturi per l’isola”. Con queste parole il Comitato Esecutivo della Cisl sarda, riunito a Paulilatino il 25 giugno scorso, ha richiamato l’attenzione del Presidente della Giunta sulla necessità di coinvolgere con maggiore continuità le organizzazioni sindacali su scelte fondamentali di politica economica. “Il Presidente non può cercare aiuto – dice la segreteria regionale Cisl - quando è con l’acqua alla gola e poi ignorare le forze sociali nella fase di programmazione e di interlocuzione con il Governo.”.
La Giunta ha recentemente approvato una serie di misure di politica attiva per l’occupazione senza sentire i sindacati. “Avremmo avuto – aggiunge la segreteria regionale sindacale - molto da dire e da suggerire all’Assessore Mura con proposte per favorire una maggiore concentrazione di risorse sugli strumenti in grado di dare risposte immediate alla sofferenza sociale dei sardi. Nella delibera di Giunta sul lavoro si guarda al futuro, ma non si garantisce il pane oggi, ogni giorno, ai lavoratori cassintegrati, in mobilità ed esodati. Non ci mancano le proposte da portare all’Assessore della Sanità Arru sul piano di riorganizzazione della rete socio sanitaria.
Anche sull’istruzione abbiamo una serie di idee/programmi per una scuola sarda – a tutti i livelli - veramente all’altezza dei tempi: La nostra scuola non risponde più, soprattutto in certi territori, alle reali esigenze culturali, identitarie e geografiche della Sardegna. Né la scuola attuale né quella che uscirà dopo la riforma nazionale in discussione in Parlamento”.
“E’ evidente che al primo posto della gerarchia delle priorità politiche e amministrative adottata dalla Giunta, il Presidente Pigliaru ha messo quella Finanziaria. Ma altrettanto importante e urgente – secondo la segreteria regionale Cisl - il sindacato ritiene il rilancio dei comparti produttivi, la mitigazione delle diseconomie strutturali, la creazione di un sistema di servizi efficiente per accompagnare l’isola fuori della crisi, un welfare regionale rinnovato, riforme e innovazioni legislative al servizio del lavoro e dello sviluppo”.