Il segretario generale Cisl , Ignazio Ganga, consegna al Presidente del Consiglio una lettera con i più importanti problemi della Sardegna

Cagliari, 17 novembre 2016

Questa mattina, il segretario generale Cisl, Ignazio Ganga, in una sala della sede della navigazione civile ( aeroporto di Elmas), ha incontrato, insieme con una delegazione di sindacalisti e lavoratori di alcune aziende del sud dell'isola il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Al Capo del Governo Ganga ha consegnato una lettera riepilogativa di tutti i punti dell'emergenza Sardegna. Ecco il testo integrale della lettera

Cagliari, 17 novembre 2016


Egr. Presidente Renzi,

gli orizzonti delle nostre rivendicazioni utili a far uscire la Sardegna dall’attuale situazione di stallo sono a Lei note e, in parte, trovano riscontro nel patto sottoscritto da Lei e dal Presidente Pigliaru lo scorso 29 luglio.
Diciamo questo consapevoli del fatto che, se quell'accordo da 2,9 mld/€ verrà onorato, e noi abbiamo tutto l'interesse a che ciò avvenga, alcune delle criticità sopra richiamate, come:
- la continuità territoriale,
- la compensazione del gap energetico,
- l’aggiornamento tecnologico della rete ferroviaria,
- il rafforzamento dell'infrastrutturazione primaria, compresa quella idrica e sanitaria,
potranno provare a trovare una soluzione.
Questo insieme a misure a sostegno della risorsa umana, ossia a favore di istruzione, formazione professionale, welfare e, soprattutto, del lavoro. Aspetti particolarmente sentiti dalla nostra Organizzazione.
Per tale motivo siamo qui a proporLe di dare gambe, da oggi, alla fase più delicata di quell’ in-tesa, quella dell’azione e, quindi, della messa in campo delle misure utili a realizzare quanto contenuto nella stessa non sottovalutando, in tal senso, il ruolo delle Organizzazioni sindacali.
La Sardegna ha necessità di far ripartire la crescita e di rimettere in campo la strada dello svi-luppo e i tempi, uniti al buon funzionamento dei centri di spesa della Regione, non sono una variabile indipendente da sottovalutare per evitare che le intese possano rimanere inevase.
In particolare, perché stavolta le risorse sembrerebbero esserci, Le chiediamo che le stesse pos-sano agire in regime di aggiuntività insieme ai 1,607 mld/€ di fondi UE, ai 600 milioni di Piano Sulcis, ai 40 milioni (oggettivamente pochi) per lo sviluppo delle aree interne e, naturalmente, ai 7,7 mld/€ del bilancio della nostra Regione.
Una massa di denaro importante, che richiede una radicale discontinuità rispetto all'andamento fortemente deficitario dei precedenti cicli di programmazione e, soprattutto, di spendita.
- È naturale che al più presto temi come quelli collegati alle politiche dei trasporti, tese a pa-reggiare le condizioni competitive rispetto alle Regioni in vantaggio per prossimità territo-riale debbano essere presi in considerazione al più presto. Aspetto che dovrà poter registrare un’inversione di tendenza sul palese indebolimento di importanti centri per la mobilità re-gionale come l'aeroporto di Alghero.
- Il futuro degli assetti industriali, capaci di superare le troppe emergenze e necessitate da una forte azione utile a difendere, rafforzare ed espandere la struttura produttiva, magari richiamando alle proprie responsabilità player di lignaggio nazionale come ENI o coin-volgendo grandi soggetti parapubblici come Fincanteri non escludendo una rinnovata fase di scouting sul panorama industriale privato. Questo non dimenticando, sulla scia dell'interes-sante progetto di industria 4.0 su cui far insistere i processi di innovazione di quest'Isola e di individuazione di nuovi assetti dello sviluppo regionale, il rilancio delle vertenze storiche che vede tanti nostri corregionali in attesa di risposte.
- Ciò a partire dal settore metalmeccanico, affinché possano essere date risposte agli 860 la-voratori di ALCOA, ai 600 di EURALLUMINA, ai 287 di KELLER, ai 160 dell’ex ILA.
- Come dovranno essere date prospettive alle realtà della chimica in difficoltà: in testa la vertenza recente della Vesuvius con i suoi 105 lavoratori, di Ottana Polimeri che inte-ressa 120 lavoratori, non dimenticando che abbiamo 1.400 lavoratori chimici in CIG e 1.000 tessili usciti dal bacino ammortizzatori che attendono un segno di speranza per il proprio futuro.
- Un passaggio a parte, Presidente, merita la chimica verde che registra una percentuale di realizzazione del progetto di appena il 30% con 200 mln/€ investiti su 700 mln/€ programmati e con filiera agricola ancora ferma.
- Come il settore dei trasporti nel quale abbiamo 396 operatori di Meridiana e il rilancio dell’aeroporto di Alghero.
- Come non è semplice la situazione del comparto energetico, nel quale abbiamo sofferenze nella Sardegna centrale con 60 lavoratori più l'indotto di Ottana Energia.
- Con Porto Torres, neo-area di crisi complessa, con la centrale di Fiumesanto che ha ridotto la potenza istallata del 40% - mentre a Portovesme l’Enel ha ridotto gli inve-stimenti sulla centrale “Grazia Deledda” condizionandoli alla ripartenza degli stabili-menti energivori.
- Per non parlare dell’edilizia che risente del rallentamento dei lavori della Sassari/Olbia ancora al 25% della sua realizzazione, e con l’edilizia universitaria e sanitaria che atten-dono nuovi investimenti, necessitato anche dai recenti tragici eventi occorsi nel tecnico in-dustriale di Sassari.
- Sui servizi, Presidente, siamo preoccupati per il futuro del Parco Geominerario che con-ta 522 lavoratori, per la Nuova Karel con i suoi 142 lavoratori e per tante altre realtà fra cui l’Aias che ha licenziato recentemente 143 operatori e che dovranno continuare a trovare il massimo riscontro nella vertenzialità con Regione e Stato.
- Come ci sta a cuore sottoporLe le ragioni del potenziamento del sistema agricolo, forestale e ambientale che richiama a un uso oculato dei fondi del piano di sviluppo rurale 2014/2020.
- Una situazione delicata che sollecita politiche attive per l'occupazione e per la garanzia delle tutele per i 30.000 lavoratori espulsi dalle oltre 2.000 realtà in crisi che non potrà pre-scindere da un rinnovato e robusto sistema dell'istruzione e della formazione professionale.
- Tutto questo insieme al rafforzamento delle politiche di inclusione per sostenere l'attuale armamentario socio sanitario e assistenziale, frutto delle grandi battaglie sindacali del recente passato, sulle quali non potremo arretrare anche a seguito del preoccupante indice di in-vecchiamento, in ascesa nella nostra Isola.
- Tutto questo insieme all’adozione di un piano pluriennale di rilancio degli interventi in-frastrutturali che insista sulla viabilità, sulle reti, sugli interventi di bonifica ambientale e sulle attività di prevenzione dalle calamità naturali.
- Non trascurando le politiche del credito e delle telecomunicazioni, in particolare quelle di sostegno allo sviluppo, finalizzate al recupero della relazione fra banche ed economia locale sempre più allenata dagli effetti della recessione.
In particolare, e concludo, Presidente, sulla necessità di metanizzare in tempi brevissimi l’Isola, non va abbassata la guardia. In essa è iscritta la possibilità di recuperare il divario con il resto del Paese e, quindi, di traguardare il sogno del rilancio del sistema produttivo regionale.
Sono aspetti, Presidente Renzi, che potranno aiutare la ripartenza della nostra Regione e per la quale la CISL sarda Le chiede un impegno speciale riaprendo, come nel passato, le porte di Pa-lazzo Chigi per affrontare in modo strutturale le criticità che la nostra Isola vive e che Le stiamo rappresentando.
Grazie

Ignazio Ganga
Segretario Generale della Cisl sarda