Putzolu: «Col Masterplan per il Mezzogiorno la Regione senza più alibi»

Cagliari, 05 novembre 2015

"Anche il MasterPlan per il Mezzogiorno, messo a punto dal Governo, concorda con quanto i sindacati sardi, la Cisl in particolare, ripetono da anni: una vera politica industriale deve essere costruita sui cosiddetti “fattori di contesto”, ossia le regole di funzionamento dei mercati e i fattori di produzione comuni, cioè infrastrutture e capitale umano". Il segretario generale della Cisl sarda commenta così la pubblicazione delle linee guida del Masterplan per il Mezzogiorno da parte del Governo."C’è in Sardegna - dice Oriana Putzolu - il capitale umano, anche culturalmente preparato, che in attesa di trovare lavoro e per non perdere la professionalità acquisita con gli studi, ha intrapreso la via dell’emigrazione. Mancano, o difettano largamente, le infrastrutture". Da almeno un decennio, nel quadro della “vertenza Sardegna”, il sindacato sollecita la Regione a chiedere al Governo la banda larga ( oggi ultralarga) , un sistema ferroviario moderno e non “risorgimentale” come l’attuale, il piano della portualità, un sistema viario non limitato alla “Carlo Felice”, un piano energetico. Richieste - valide ancora oggi e finalmente rilanciate - " meglio tardi che mai ", commenta la Putzolu - dal Governo, che non sostituiscono ma si aggiungono alla vertenzialità in atto per salvare l’occupazione nelle industrie ancora in crisi.
Dei quindici patti per il Sud, due riguardano la Sardegna ( l’intera regione e l’area metropolitana di Cagliari). Il sindacato vuole essere parte corresponsabile nell’elaborazione di questo patto. "La Regione non aveva alibi prima. Ne ha ancor meno adesso dopo la disponibilità manifestata dal Governo, conclude la Putzolu.