L’industria aerospaziale contro l’impoverimento tecnologico della Sardegna e per il recupero di zone industrialmente emarginate. Nota del segretario generale Cisl Sardegna, Oriana Putzolu

Cagliari, 12 agosto 2015

Investire in tecnologia innovativa deve essere uno degli obiettivi del nuovo piano indu-striale della Regione, che dovrà conciliare insieme nuova occupazione, soprattutto gio-vanile ad al tasso culturale, rispetto dell’ambiente e rilancio produttivo di aree attual-mente a forte disagio economico. L’industria aerospaziale può garantire queste tre con-dizioni. Anche perché significativamente già presente nell’isola con alcune realtà d’avanguardia pubbliche e private specializzate sul test, validazione, qualifica e training di velivoli militari e civili, riunite nel Distretto Aerospaziale della Sardegna, nato nel 2013.
La nostra regione presenta alcune caratteristiche particolarmente rilevanti ai fini del po-tenziamento dell’industria aerospaziale. A cominciare dalla presenza del Sardinian Ra-diotelescope(SRT) con possibilità di impieghi nel campo della radioastronomia, geo-dinamica e scienze spaziali con i collegamenti che questi settori naturalmente hanno con l’elettronica, informatica, la meccanica avanzata. L’industria aerospaziale può contare altresì sugli spazi e le potenzialità del Poligono Sperimentale del salto di Quirra(PISQ), dove oggi operano circa 1000 lavoratori. La conversione del PISQ in un polo tecnologico esclusivamente orientato verso l’industria civile d’avanguardia per seguire, monitorare i velivoli in volo e in orbita, monitoraggio ambientale e idrogeologico, risolverebbe l’annoso problema delle servitù militari senza incidere negativamente – ma anzi migliorando e riqualificando l’occupazione – sul mantenimento dei posti di lavoro.
La presenza di aree aeroportuali, sotto utilizzate e prossime alla dismissione come Fe-nosu (Oristano) e Tortolì, inoltre, consente l’utilizzo immediato di zone di collaudo e sperimentazione anche al servizio dei distretti di specializzazione di altre zone d’Italia per la creazione di una filiera nazionale aerospaziale .
Come sempre nell’inoltrarsi in queste nuove frontiere dello sviluppo, il fattore tempo diventa componente essenziale per la riuscita di un progetto, dove la concorrenza – come è stato dimostrato dalla sperimentazione con i droni – non ammette ritardi .