DALLA CISL SARDA UN SECCO NO ALLA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DI LA MADDALENA.Nota congiunta del segretario regionale Ganga e del segretario generale Gallura, Idili

Cagliari, 12 agosto 2015

Definire sul riordino della rete ospedaliera sarda l'ospedale "Paolo Merlo" di La Maddalena uno "stabilimento di area disagiata" e poi non trovare una soluzione per preservare il suo punto nascita e magari depotenziarlo nei suoi servizi essenziali, è una contraddizione in termini che va sanata al più presto.
Le specificità geografiche del territorio e la complessità del vivere su un' isola che ha registrato un pesante indebolimento dell'offerta sanitaria, anche in conseguenza della chiusura, nel recente passato, dell'ospedale della Marina militare, debbono poter prevedere un supplemento di istruttoria da parte della Giunta regionale per rideterminare (sul riordino della rete ospedaliera in atto) i parametri utili a non isolare ulteriormente la realtà insulare del nord Sardegna.
Si tratta allora di superare, per questa realtà, il solito ragionamento co-sti/benefici o le indicazioni dell'accordo Stato/Regioni del 16 dicembre 2010, che individuava le soglie oltre le quali ipotizzare i tagli dei punti nascita, e garantire le condizioni minime alla popolazione residente (12.000 abitanti che vivono in 6.000 famiglie nella stagione invernale), che quadruplica nel periodo estivo, evitando così che risiedere su un'isola rappresenti un ulteriore disagio e, addirittura, un pericolo.
Pensare di poter sopperire alle necessità sanitarie e socio assistenziali della Sardegna nord orientale solo attraverso il potenziamento del sistema di elitrasporto/elisoccorso (per quanto lo stesso possa rappresentare in talune condizioni un'importante opportunità) è un errore e non può essere l'unica modalità per garantire la tutela della salute alla comunità maddalenina che ha diritto ai servizi ospedalieri più urgenti, in particolare nel periodo invernale, soprattutto quando sull'isola (e capita spesso) imperversa il maltempo e sarebbe velleitario poter pensare di garantire le prestazioni sanitarie in condizioni meteo di particolare difficoltà.
Un'esigenza motivata ulteriormente anche dall'inadeguata rete stradale del nord Sardegna che rende La Maddalena non facilmente collegata agli ospedali di Olbia e di Tempio Pausania, al punto da risultare dif-ficoltoso il servizio di emergenza/urgenza in particolare nel periodo estivo a causa della pesantissima pressione di autoveicoli cui è sottoposta la rete viaria nel corso della stagione turistica.
Per tale motivo la CISL sarda e la CISL gallurese sollecitano un incontro con l'Assessore competente affinché tali ragioni possano essere al più presto oggetto di un ulteriore approfondimento, per individuare le più opportune soluzioni e le necessarie deroghe a sostegno delle garanzie di cittadinanza dei residenti nell'arcipelago di La Maddalena.
In carenza di una soluzione adeguata, la Cisl è pronta a sostenere, attraverso le necessarie forme di mobilitazione e di lotta, di concerto con l'Amministrazione del centro gallurese, le ragioni del territorio alle prese con una preoccupante crisi economica causata dalle dismissioni di importanti presidi pubblici (anche per effetto del poi derubricato G8 del 2009 che ha previsto la chiusura definitiva proprio del servizio sanitario militare e dell'Arsenale con la perdita di centinaia di posti di lavoro fra diretti e indiretti).
Disagi che non potranno assolutamente sommarsi ad una nuova e inopportuna razionalizzazione di un servizio fondamentale.