Riorganizzazione della rete ospedaliera regionale. Ganga (Cisl): «Per adesso solo un'ipotesi di lavoro»

Cagliari, 30 luglio 2015

"La proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera per la Cisl è solo un’ipotesi di lavoro, che prima di iniziare il suo iter in Consiglio regionale deve passare attraverso un serio dibattito pubblico e di concertazione raccogliendo le istanze delle Comunità locali che hanno diritto ad una sanità efficiente e radicata sull'intero territorio regionale".
Con questa "precisazione" il segretario regionale Ignazio Ganga ha accolto la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera sarda presentata dalla Giunta
"L’ipotesi proposta dall’Assessorato parte dalla fotografia dell’esistente e raccoglie - si legge in una nota del segretario regionale - le istanze sindacali in ordine al mantenimento di tutti gli attuali presidi ospedalieri dell’Isola, otto dei quali erano stati messi in discussione dal patto della salute 2014/16".
Per la delicatezza sociale della materia – secondo la Cisl sarda - è da approfondire ulteriormente l'aspetto della dotazione di posti letto che ai sensi delle legge regionale n. 21/2012 non potrà essere superiore ai 3,7 ogni 1.000 abitanti di cui n. 3 per acuti e 0,7 per riabilitazione e lungo degenza post acuzie. Standard che disegnano una rete con 5.789 posti letto attivabili, che richiede grande capacità nell’integrazione tra sanità pubblica e sanità privata oltre alla necessità di ripartire equamente le disponibilità evitando penalizzazioni di carattere locale.
"Da valutare compiutamente - aggiunge Ganga - la proposta di riorganizzazione complessiva del sistema dell’emergenza urgenza, di cui alla Legge regionale n. 23/2014, che ricadrà sotto il controllo gestionale dell’AREUS (Azienda Regionale Emergenza e Urgenza) da raccordare in maniera ottimale con l'intero sistema ospedaliero sardo".
"L’ipotesi di riorganizzazione presentata oggi dalla Giunta raccoglie - prosegue il segretario regionale - alcune sensibilità sollecitate anche dalla Cisl sarda rispetto al raccordo fra sanità e dimensione del sociale. Una situazione che la bozza rimanda alla riscrittura, entro 180 giorni, di un nuovo “Piano dei servizi socio sanitari” che ci auguriamo possa finalmente riscontrare un’idea integrata fra salute e welfare che oggi manca alla Sardegna. Un piano che richiama una forte azione negoziale fra Regione e parti sociali".
Si è, dunque, all'inizio di un processo legislativo. "L’Assessore alla Sanità - dice Ganga - ha aperto un “cantiere” dove il sindacato è pronto a portare il contributo del proprio lavoro e delle proprie proposte per migliore la qualità dei servizi sanitari offerti dalla Regione al cittadino, secondo la logica della prossimità e della qualità in città e in campagna, lungo le coste e nelle zone interne. I sessanta giorni di confronto indicati dalla delibera, quindi, non dovranno rappresentare un rito fine a se stesso, ma l'occasione per raccogliere elementi di integrazione nella consapevolezza che la validità delle riforme passa sempre per un forte sostegno sociale e per una massiccia condivisione popolare sul territorio".
Rimane ferma la posizione della Cisl rispetto alla contrarietà sulla riduzione del numero delle Asl non prevista nella delibera attuale, ma di prossima discussione in Giunta regionale, e per la prevista disattivazione del punto nascita di La Maddalena in considerazione della specificità dell’Isola omonima che necessiterebbe, invece, una deroga alle normative vigenti".