La povertà in Sardegna nel 2014: ferma ma sempre preoccupante. Lavoro, unico contrasto vincente.

Cagliari, 22 luglio 2015

Nel 2014 l’indice di povertà in Sardegna è rimasto inalterato – 15,1% come nel 2013 – ma questo non significa che la povertà sia diminuita. Al conto mancano diverse migliaia di giovani, che ancora non fanno famiglia a sé, partiti verso altre regioni d’Italia e d’Europa alla ricerca di un posto di lavoro. Non si calcola neppure il fenomeno di due e anche tre generazioni – nonno, figlio e nipote – costretti a vivere aggrappati al reddito da pensione del più anziano.
La povertà in Italia, nel 2014 calcolata sulle spese delle famiglie, non quantifica altri effetti dovuti alla mancanza di lavoro, principale causa della povertà: l’invecchiamento della popolazione, oltre il 60% dei giovani tra 18 e 34 anni vive con i genitori; la continua crescita del numero delle famiglie con un solo figlio (45,2% nel 2012 contro 42,5 %nel 2007) e la diminuzione delle famiglie con 3 e più figli (14,1% nel 2008 e 10,5 % nel 2012).
Unici strumenti di contrasto della povertà sono le politiche per il lavoro e il rilancio dell’occupazione dovuto a un nuovo sviluppo regionale. La Cisl non conosce altre ricette di successo contro la povertà.


Il segretario generale Cisl
Oriana Putzolu