VIII CONGRESSO REGIONALE

TRACCE DI DISCUSSIONE PER IL DIBATTITO

Cagliari 23 e 24 maggio 2001
"Hotel Mediterraneo" - Viale Armando Diaz

La Cisl sarda è un sindacato popolare, che fonda la sua esperienza sui valori dell'umanesimo solidaristico. È un'associazione che rappresenta i lavoratori e le categorie più deboli, tutela i diritti della persona e della famiglia, è partecipe in modo attivo dell'identità del popolo sardo nelle sue diverse manifestazioni politiche, istituzionali, culturali, sociali e comunitarie. È impegnata ad affermare una società di giustizia, libertà ed equità, da realizzarsi attraverso la partecipazione e la sussidiarietà.

Il "Patto dei Sardi" è la proposta della Cisl per costruire una nuova Regione, dove tutti i suoi territori abbiano uguale dignità, ruolo e rappresentanza, e dove tutti possono abitare e vivere (uguali condizioni di abitabilità e vivibilità) con le stesse opportunità, sia nel lavoro che nell'affermazione di se stessi.

La Sardegna appartiene ai sardi ed è un'Isola italiana. Partecipa attivamente e direttamente al processo di coesione sociale e politica dell'Unione Europea e alle deci-sioni e alle scelte per promuovere pari opportunità di sviluppo e di distribuzione della ricchezza in tutte le regioni e per eliminare i divari di diversa origine e natura riconoscendo e valorizzando le diversità etnico, storiche e culturali.

Lo sviluppo e il lavoro sono gli obiettivi più importanti per la Sardegna. Per questo è necessaria una maggiore competitività di tutto il sistema regionale, un incremento della ricchezza, una sua più equa distribuzione. A tal fine è inoltre fondamentale: migliorare la scuola e la formazione, la rete dei trasporti e la continuità territoriale, le tecnologie e il sistema delle telecomunicazioni, l'approvvigionamento idrico e la distribuzione, la produzione e il consumo energetico, la gestione del credito e l'accesso. La difesa del patrimonio produttivo e professionale esistente è la condizione per un ulteriore incremento della ricchezza collettiva. L'Intesa Istituzionale di Programma tra Giunta regionale e Governo, il nuovo Piano di Rinascita, le risorse del Quadro Comunitario di Sostegno 2000/2006 sono opportunità da cogliere e valorizzare con unità e consenso politico, sociale e istituzionale. In quest'ambito l'Intesa Istituzionale di Programma è uno degli strumenti più importanti per realizzare gli obiettivi del lavoro e dello svilup-po; va pertanto verificata nei contenuti già sottoscritti e rivisitata alla luce delle esigenze territoriali, di settore e regionali.

La Sardegna ambisce al federalismo, per organizzarsi al suo interno secondo una propria volontà e sulla base degli specifici bisogni sociali, istituzionali, economici, storici e sociali. Contestualmente partecipa alla riforma della forma dello Stato con le proprie peculiarità e specificità.

La Carta Statutaria della Sardegna e l'Assemblea Costituente sono fondamentali per riconoscere, condividere e attuare la nuova volontà del popolo sardo. Le rappresentanze sociali sono soggetti costituenti che affermano anche così l'obiettivo e l'attuazione del federalismo sociale e solidale.

Lo sviluppo e il lavoro necessitano di nuove leggi e di riforme adeguate alle dinamiche nazionali e internazionali, ai bisogni dei lavoratori e delle comunità della Sardegna.
Occorre dunque avviare una stagione di riforme per consentire in tempi rapidi una pro-grammazione finalizzata:

  • alla promozione delle risorse umane,
  • alla solidarietà e integrazione sociale,
  • alle politiche per l'impresa,
  • allo sviluppo locale,
  • al protagonismo del partenariato sociale,
  • all'integrazione degli strumenti della programmazione negoziata.

La conoscenza, la scienza, la ricerca sono prioritarie per la crescita individuale e per l'accesso ai diritti di cittadinanza, ma anche per la competitività, per il lavoro e lo sviluppo, per l'alimentazione e la salute. La scienza e la ricerca sono attività libere e autonome. La Sardegna è fortemente interessata a un loro sviluppo come terra aperta e protetta che promuove la ricerca, incentiva e sostiene la scienza, assumendo l'obiettivo dello sviluppo sostenibile e il principio di precauzione nella risoluzione dei problemi aperti soprattutto nel campo delle biotecnologie, dell'ambiente e del clima.

La comunicazione e l'informazione rappresentano per la Sardegna un'opportunità e un obiettivo. In questa direzione l'attenzione e gli interventi della Regione, per quanto di sua competenza dello Stato, dell'imprenditoria privata, riguarda prima di tutto le potenzialità delle tecnologie applicate alla comunicazione e alla informazione, la loro rilevanza nell'ammodernamento del sistema territoriale regionale, la loro incidenza nella corretta attuazione e pratica dei diritti di cittadinanza, l'influenza nell'esercizio della stessa democrazia. In questa direzione, e in coerenza con la valorizzazione della identità e delle radici culturali e storiche, diventa di grande rilevanza il sostegno e la diffusione della lingua sarda.

In linea generale, anche in Sardegna, il confine tra la rappresentanza sociale degli interessi e la mediazione e rappresentanza politica è spesso labile, talvolta quasi inesistente. Questa labilità, pur nell'autonomia del ruolo sindacale e della funzione politica, è frutto oggi delle caratteristiche della fase di transizione. La concertazione, la democrazia economica e di contratto hanno portato il sindacato a "competere" spesso con il sistema dei partiti. Quel che va specificato e sottolineato è che la complessità dei problemi della società, dell'economia e delle istituzioni, necessitano per la loro risoluzione dell'apporto, della concertazione e del consenso delle parti sociali.

La Regione Sardegna deve dotarsi, anche attraverso la concertazione, dei piani utili a programmare e attuare le politiche socio/assistenziali/sanitarie. Infatti, lo stare bene, come persone e nella società, implica l'adozione di politiche adeguate di inclusione e di prevenzione per tutti i cittadini, in particolare per gli anziani, i disabili, i soggetti più deboli ed emarginati.

Le difficoltà della Sardegna, sul versante politico, sociale, culturale e istituzionale, debbono essere affrontate rafforzando il confronto con il Governo, con l'Unione Europea e con tutti i soggetti esterni, ma anche con un confronto interno ai sardi. Occorre infatti che nel comportamento dei soggetti pubblici e di quelli privati, dei soggetti collettivi come di quelli individuali, si affermino atteggiamenti e comportamenti orientati alla responsabilità, all'efficacia, alla efficienza e alla legalità. L a Cisl adegua la propria organizzazione ai cambiamenti della società, del mercato del lavoro, dell'economia e delle istituzioni. Contestualmente contribuisce alla loro evoluzione. La proposta politica e la rappresentanza degli interessi orienta e determina la vita democratica interna, le strutture organizzative e di rappresentanza, i contenuti e la gestione dello statuto. La Cisl sarda ritiene che il federalismo interno, l'assunzione dei principi di sussidiarietà e solidarietà, possano rappresentare un terreno di confronto unitario per l'ulteriore proseguo della riforma organizzativa della Cisl. Anche per questo si propone alla Confederazione la rivisitazione e il potenziamento del "Patto di Solidarietà" siglato nel 1987 dalla Segreteria confederale e dalla Segreteria della Usr. La Cisl sarda individua nell'attività integrata dei servizi agli associati, e nella loro programmazione e gestione unitaria, una delle forme più importanti di tutela e di difesa del reddito e del potere d'acquisto salariale e familiare. Nel progetto organizzativo e di rappresentanza della Cisl sarda gli altri aspetti prioritari sono:

  • la conferma delle sette Ust, e delle relative articolazioni di federazione, quale assetto di rappresentanza della Cisl sarda nel territorio;
  • la nuova rappresentanza di interessi e l'individuazione di forme organizzative e statutarie per il lavoro che cambia;
  • la formazione di base e la politica dei quadri per nuovi dirigenti;
  • le politiche del proselitismo;
  • il ruolo delle rappresentanze di base e delle Rappresentanze Sindacali Unitarie;
  • lo snellimento delle strutture e la loro forte professionalizzazione;
  • le Leghe e le Unioni Comunali quali strumenti di presidio nel territorio e di rappresentanza degli interessi.

La Cisl sarda ritiene inoltre importante per l'ulteriore rafforzamento della Organizzazione nei prossimi anni un maggiore coinvolgimento dei giovani, delle donne, degli immigrati, dei consumatori. In questa direzione si propone il potenziamento delle relative strutture e la costituzione dell'Anolf regionale. Per quanto riguarda il Coordinamento femminile, nel sottolineare l'attività svolta nel duemila e il ruolo svolto sia sul versante politico che del proselitismo, la Cisl sarda ritiene di dover procedere ad una fase di ulteriore radicamento e potenziamento. Si conferma altresì l'importanza dello Ial nelle politiche della formazione professionale, del Sicet per la tutela degli inquilini e la politica del territorio, dell'Etsi per l'organizzazione del tempo libero. Per quel che concerne il Cenasca la fase congressuale permetterà di completare la riflessione circa la predisposizione di un progetto di rilancio. Per quanto riguarda il patronato Inas si evidenzia la sua centralità e integrazione nel sistema dei servizi e il suo nuovo ruolo conseguente anche alla imminente riforma dei patronati e dell'assistenza.